90 anni a colorare la vita

…Bisogna spalancare le porte dell'anima al più solare ottimismo.
Qua dentro non finisci mai di conoscere tante persone diverse, ognuna con la sua storia, ma che adesso, come me, abitano questa "nostra" nuova casa…
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Arosio, domenica, 29 novembre 2009. Inaugurazione presso la Fondazione Anna Borletti della mostra "90 anni a colorare la vita" nell'occasione dei festeggiamenti per la ricorrenza dei novant'anni dell'Istituto Grandi Invalidi di Guerra ora Fondazione Anna Borletti o.n.l.u.s. Clicca QUI per visualizzare le immagini.
La mostra fotografica ripercorre, se pur sommariamente, la storia degli ultimi novantanni: dal lontano 1909 quando il conte Senatore Borletti e sua moglie signora Anna acquistarono la Casa Olgiati (villa del '700) dedicandola alla cura dei reduci di guerra, colpiti sia nell'animo che nel fisico…
Da tanto dolore doveva poi, più tardi, sgorgare tanta luce. E la scintilla memorabile fu proprio quell'incontro con i mutilatini di guerra che don Carlo Gnocchi, nel suo fervore di fede e di bontà, aveva cominciato ad educare intorno a sé. Questa opera illuminò Arosio fino al 1948, tre anni di dedizione alla guida dell'intera struttura: gli invalidi di guerra insieme ai bambini mutilati…
Il 28 ottobre 1977, esaurita la richiesta di ricoverare feriti di guerra, si attua la trasformazione giuridica di questo Ente in Fondazione Anna Borletti per Invalidi e Anziani…
Un ricco catalogo, che riporta in copia tutte le foto della mostra, è disponibile per chi ne fosse interessato presso la direzione della Fondazione Anna Borletti.
Per una visione in bassa definizione clicca QUI
La mostra è stata sviluppata su quattro temi:
AVANTI ADAGIO SEMPRE DRITTO
Dicono che per tutto l'inverno almeno una foglia ingiallita resti ai piedi del suo albero fino a quando non veda spuntare il verde di nuovi germogli.
Percorrendo una strada lunga 90 anni, la nostra struttura si è modificata, ampliata, perfezionata: è nata e rinata ogni giorno al servizio di chi – mutilato, malato o anziano che sia – non può essere lasciato indietro.
Dio è tutto qui: nel fare del bene a quelli che soffrono ed anno bisogno di un aiuto materiale o morale. Don Carlo Gnocchi.
FIERI DI MOSTRARE ANTICHE TRACCE
Dicono che le foglie cadono per essere più vicine alle radici che le hanno generate.
Anche noi abbiamo la nostra radice: dal 1945 al 1948 , nella Casa di Arosio, don Carlo Gnocchi ha gettato il seme della sua e della nostra esperienza per l'avvenire. Poveri e malati, mutilati e non, bambini e adulti, tutti accolti nello stesso rifugio, stretti nello stesso bisogno.
Ho accettato oltre al Gonzaga, anche la direzione dell'Istituto Grandi Invalidi di Guerra [ad Arisio] ed ho aperto un nido per bambini orfani dei miei caduti. don Carlo Gnocchi.
SULLE ORME DI CHI NON HA PASSI
Dicono che alcuni minuscoli semi attendano la giornata più ventosa dell'anno per raggiungere una fessura nella roccia e diventare la sorpresa di un fiore.
Negli ultimi 25 anni abbiamo rinnovato la struttura adeguandola agli standard regionali. Grazie al potenziamento dei servizi sanitari e assistenziali possiamo affermare, con orgoglio, di essere una R.S.A. certificata. Oggi una nuova idea: la realizzazione dei mini alloggi, ponte tra domicilio e casa di riposo.
Qualche tempo fa avevo un po' di reticenza […] non volendo dare troppo apertamente l'impressione e l'indicazione del mio disegno. Oggi sento di potermi arrischiare più coraggiosamente. Don Carlo Gnocchi.
Dicono che le foglie ricevano in dono dall'arcobaleno i colori delle diverse stagioni.
NOI CREDIAMO A CHI DICE TUTTO QUESTO
Crediamo che ogni essere vivente, nel corso della sua esistenza, sia espressione di un'energia diversa, che prende mille sfumature, forse dai colori di un arcobaleno in cui il dolore si muta in sorriso.
Bisogna spalancare le porte dell'anima al più solare ottimismo.
Video mostra e presentazione: Clicca QUI
Video dell'evento: parte1 - parte2